Partito di Alternativa Comunista

I motivi dell'opposizione al nucleare in Basilicata

I motivi dell’opposizione al nucleare in Basilicata

 

di Claudio Mastrogiulio

 

Si è tenuto recentemente, in Basilicata, un convegno antinucleare in cui si è discusso sulle prospettive del “progetto Ferrandina” e delle analisi ambientali e politiche legate ad esso, ed al quale abbiamo partecipato attivamente. Per capire, in breve, di cosa si tratta e spiegare la nostra contrarietà analizzerò il progetto che Emilio Panarella, un fisico nativo proprio di Ferrandina, ha in mente. Tutto si basa sull’utilizzo di deuterio e trizio, mentre il primo è completamente innocuo, lo stesso non può dirsi del trizio, infatti quest’ultimo è un gas radioattivo che impiega, per essere eliminato del tutto ben 246 anni, la cui pericolosità consiste nella circostanza che si lega all’ossigeno ed entra ovunque, nel corpo umano e negli alimenti. L’assorbimento nel tratto gastro-intestinale è immediato e completo; totale è l’intossicazione del corpo tramite il sangue. La pelle, inoltre, non è una barriera sufficiente in quanto se su di essa viene a depositarsi trizio, si ha contaminazione transcutanea con una rilevanza molto importante.

 

Le falsità delle istituzioni lucane

 

Una grande bugia che è stata propinata ai lucani da Panarella e dalle istituzioni regionali che hanno approvato il progetto promettendo finanziamenti e mettendo a disposizione del fisico un’area su cui costruire la centrale nucleare, è quella secondo cui la fusione non provochi scorie. Al contrario con la fusione termonucleare la scoria è prodotta dallo stesso reattore; l’unica differenza che esiste con le scorie dei reattori attuali è che, mentre queste durano migliaia di anni, quelle da fusione hanno una vita media di centinaia di anni. Come se non bastasse, un’ulteriore falsità è stata detta sul progetto di Panarella, non corrisponde infatti alla realtà quanto detto dalle istituzioni regionali, secondo cui reattori a fusione nucleare impedirebbero l’uso a fini militari del nucleare. Ciò è falso poiché il trizio è fondamentale per la bomba ad idrogeno e gli impianti a fusione termonucleare sono in gran parte coperti da segreto militare. Infatti uno degli scopi principali di questo progetto non è la produzione di energia per fini civili, ma la simulazione di micro-esplosioni di bombe ad idrogeno per poi perfezionarle. Quello che sperimenterebbe lo “scienziato pazzo” Panarella in Basilicata sarebbe, concludendo, una continua micro-esplosione di deuterio-trizio, cioè il principio della bomba H. Ma le lacune tecniche di questo progetto non finiscono qui: infatti il cosiddetto plasma focus, cioè lo strumento attraverso il quale Panarella ha dichiarato di poter raggiungere la fusione, è una tecnica che è stata abbandonata già dagli anni ‘70.

 

Gli interessi dietro il progetto nucleare

 

Quello che dirò tra poco dimostrerà il clientelismo e la falsa apoliticità dei personaggi che lavorano a questo progetto. Infatti il professore nativo di Ferrandina ha nominato come suoi collaboratori dei personaggi quantomeno discutibili, tra i quali figurano: Michel De Peretti, che è un ingegnere della Ecole Poitechnique Femminile, una scuola privata che si occupa prevalentemente di stages di studenti. La società diretta da De Peretti menziona, e qui si manifesta il clientelismo, una società di Panarella (ALFT). L’altro “tecnico” è una figura dalla storia politica e professionale quantomeno inquietante, infatti Vincent Page (è questo il nome del secondo tecnico) non è né un fisico né un ingegnere, ma è un esponente politico di un partito della destra americana, il Partito della Costituzione, del quale è Direttore della Comunicazione per lo Stato del Texas. E’, inoltre, Deputato Distrettuale dei Cavalieri di Colombo, una potente organizzazione religiosa americana. I capisaldi del Partito della Costituzione dovrebbero far rabbrividire qualunque giunta, specie se al suo interno, come in Basilicata, figurano delle componenti che si dichiarano di “sinistra”: no alle tasse, no ai fondi a favore della lotta all’Aids, no al controllo sulle armi da fuoco, no al Welfare State, no all’aborto, no alla contraccezione, sì all’unificazione dello Stato con la Chiesa in una sorta di ricostituzione dello Stato teocratico. Vincent Page ha inoltre dichiarato, e questo pregiudica completamente la sua già labile credibilità, di occuparsi, a tempo perso, del reattore che sarà costruito per il 2009.

 

L’ipocrisia del centrosinistra e la nostra posizione

 

In conclusione ritengo sia giusto affermare che la nostra posizione nettamente antinuclearista venga maggiormente giustificata da queste notizie, ed è per questo motivo che, in Basilicata soprattutto, c’è bisogno di un impegno forte e deciso contro il nucleare, da considerarsi nient’altro che un’appendice dell’infame sistema capitalistico, ed un modo attraverso il quale lo Stato borghese esaudisce le richieste delle lobbies dell’atomo, troppo importanti e funzionali per il mantenimento in vita del predetto infame sistema. Ma come viene affrontato il problema del nucleare dalle forze politiche lucane? Per quel che riguarda il centrodestra, questo non percorre le stesse linee programmatiche dei propri vertici; ad esempio, Forza Italia per spirito di opposizione si fa portavoce di presunte istanze antinucleariste soltanto nella prospettiva di mettere in cattiva luce l’operato della giunta regionale di centrosinistra per poi raccattare qualche voto in più; questo atteggiamento non può essere credibile poichè non riteniamo degno della fiducia di chi abbia la capacità di rielaborare criticamente ciò che succede chi fa parte della coalizione del piduista Berlusconi che sul nucleare ha sempre avuto una posizione apertamente favorevole. Per quel che riguarda il centrosinistra, le linee programmatiche delle personalità politiche lucane sono molto simili a quelle nazionali, è infatti imperante un’ipocrisia irritante; un esempio su tutti è quello dell’attuale sottosegretario allo sviluppo economico (ed ex presidente regionale nel periodo in cui venne siglato l’accordo tra Panarella e la Regione Basilicata) Bubbico, il quale ha dichiarato proprio al convegno antinucleare di Nova Siri la sua netta posizione contro il nucleare, spiegando che il progetto di Panarella è stato posto all’attenzione delle istituzioni regionali solamente per “educazione” e non per una reale condivisione del progetto. Ora le questioni sono due: o l’ex presidente regionale ha detto questo solo per difendersi dalle critiche, oppure non ha ben chiaro il significato della parola educazione. Per far capire meglio la questione proporrò un esempio molto efficace: se infatti chicchessia offrisse al popolo che io rappresento del pane avvelenato oppure del lavoro che successivamente potrebbe essere la causa di un cancro o di una leucemia io, per rispetto e dedizione nei confronti del mio popolo rimanderei subito al mittente l’offerta senza badare ad una presunta educazione che sa tanto di tacita condivisione del progetto.

L’unico modo per uscire dalla barbarie del nucleare è quello di attuare iniziative che esplichino in maniera precisa cosa vuol dire dal punto di vista della salute pubblica e dell’ambiente la riabilitazione del nucleare, mettendo in evidenza la falsa neutralità dal punto di vista politico della scienza e l’impossibilità di conciliare i diritti basilari della gente, come quello alla vita, con quelli delle aziende multinazionali e delle lobbies dell’atomo. 

 

 

 


 

 

 

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