Partito di Alternativa Comunista

La Otra Campa

La Otra Campaña di Marcos

 

di Enrica Franco

 

A luglio si voterà in Messico per designare il nuovo Presidente: il candidato al momento più accreditato pare il seguace dell’attuale presidente Fox, Calderon, anche se potrebbero ottenere un buon risultato anche i candidati del Pri (il partito conservatore che prima della vittoria del partito di Fox, il Pan, governava da ben 71 anni) e del partito socialdemocratico Prd.

L’Ezln non appoggia alcun candidato ufficiale e da mesi porta avanti una massiccia campagna per l’astensionismo, denominata “l’Altra Campagna”, in cui il subcomandante si è autoproclamato “Candidato Zero”.

 

Organizzazione dell’Altra Campagna

 

Nel gennaio di quest’anno gli zapatisti hanno avviato la loro campagna sottoscrivendo la “Sesta Dichiarazione”, un documento in cui spiegano il loro progetto politico e invitano tutti i gruppi della sinistra extra-parlamentari ad unirsi a loro.

In sintesi nella Dichiarazione ribadiscono la ferma volontà ad abbandonare la lotta armata, spiegano la nuova ricerca della via pacifica per modificare il sistema capitalista senza prendere il potere e lanciano la richiesta di una modifica della Costituzione messicana a favore dei più deboli.

Il loro progetto per le attuali elezioni presidenziali è di organizzare una carovana che percorra tutto il Paese e che incontri la popolazione. Gli incontri serviranno a conoscere i problemi della gente e, soprattutto, ad ingrossare le file della carovana e dei seguaci di Marcos.

 

La poco democratica ricerca di consenso

 

L’Altra Campagna è subito partita abbastanza bene, aggregando vari gruppi e cani sciolti: dalle organizzazioni umanitarie agli anarchici, dai trotskisti agli stalinisti, tutti si sono uniti di fatto sotto la bandiera dell’Ezln. Le varie assemblee finora sono state sempre presiedute da zapatisti, nei manifesti pubblicitari c’è unicamente l’immagine del subcomandante e ogni incontro si conclude sempre con l’intervento di Marcos!

Questa modalità d’aggregazione è ben poco democratica, di fatto è stato chiesto ai vari gruppi messicani di unirsi all’Ezln, che organizza le riunioni per dare la possibilità al loro leader di rispondere ai vari sfoghi dei partecipanti, senza però lanciare alcuna proposta concreta, se non quella di unirsi all’Altra Campagna.

 

La risposta del governo da anni è sempre la stessa: repressione

 

Dopo l’accordo di cessate il fuoco sottoscritto non troppo tempo fa tra Esercito Zapatista e governo diversi villaggi del Chiapas furono brutalmente attaccati dalle forze dell’ordine, nonostante questo Marcos dichiarò che l’Ezln avrebbe proseguito la tregua unilateralmente.

Ora, in piena campagna elettorale, il villaggio di Atenco è stato attaccato in seguito ad una sommossa popolare: le case sono state perquisite, i giovani picchiati e le donne violentate. La visita di Marcos non si è fatta attendere, dopo tanta cieca violenza da parte del governo il Delegato Zero ha pensato bene di predicare anche lì la calma e la non violenza.

Gli abitanti del villaggio avevano invece fieramente affrontato la polizia armati di machete in seguito allo sgombero forzato di un gruppo di contadini dal mercato di un villaggio vicino. Dopo questa rivolta tutto il Messico si è sollevato con enormi manifestazioni popolari e puntualmente l’Ezln ha cercato di calmare gli animi approfittando dell’occasione anche per aumentare considerevolmente le file degli aderenti all’Altra Campagna.

 

L’effetto disinnescante dell’Altra Campagna

 

Il Messico, come altri Paesi dell’America Latina, è una polveriera pronta ad esplodere. Il presidente Fox ha totalmente deluso le aspettative popolari rivelandosi uguale ai suoi predecessori conservatori e le rivolte popolari si susseguono senza tregua e in maniera ben poco pacifica. I partiti della sinistra parlamentare che governano a livello locale si rivelano anche più repressivi di quelli governativi, l’intervento della polizia ad Atenco è stato infatti richieso proprio da un esponente locale del Prd.

In tutta questa situazione Marcos e l’Ezln riscontrano un grande successo in quanto rappresentano la più importante direzione politica alternativa, la loro responsabilità sulle prospettive del popolo messicano è dunque pesantissima. Dopo aver firmato il cessate il fuoco in Chiapas e aver esposto quei villaggi ad una repressione brutale, Marcos ha deciso di spostare il suo interesse sull’intero territorio nazionale. La politica pacifista e arrendevole degli zapatisti rischia di creare seri danni al Paese e di gettare la popolazione nello sconforto. La repressione della polizia è cieca e brutale e alimentare l’illusione che le manifestazioni pacifiche, con relative richieste di modifiche della Costituzione, possano realmente modificare il sistema è criminale.

 

L’altra prospettiva: il potere popolare

 

Spontaneamente il popolo messicano spesso si difende in armi di fronte alla dura repressione della polizia. Quello che manca è una direzione, una prospettiva, un partito che indichi la possibilità della liberazione dal capitalismo attraverso l’autogoverno del popolo.

I giovani messicani che fieramente combattono contro la polizia pongono tutte le loro speranze nel subcomandante Marcos, che vorrebbero somigliasse di più al grande Che Guevara. Marcos però non perde occasione per ribadire la sua netta lontananza dal Che: lui non vuole fare alcuna rivoluzione, non vuole prendere il potere e non vuole più utilizzare alcun metodo violento.

Nonostante il forte seguito che il subcomandante riscontra in tutto il mondo, sulla scia soprattutto della sua vecchia immagine armata di fucile, noi speriamo che venga presto sostituito da una direzione coerentemente marxista, che non predichi l’arrendevolezza ma la fierezza del popolo in armi pronto a prendere in mano il proprio destino.

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