Studiare la teoria per
l’azione rivoluzionaria

Nota della Redazione web
«Imperialismi, Guerre e Resistenza. L’attualità della teoria-programma della rivoluzione permanente», questo il titolo e il tema del seminario di studio organizzato da Alternativa comunista sabato 26 e domenica 27 settembre a Modena. Diverse decine di militanti giunti da diverse latitudini d’Italia - e con anche la presenza di tre ospiti delle sezioni europee della Lit-Quarta Internazionale (Corriente Roja dello Stato spagnolo e Em Luta del Portogallo) - hanno partecipato all’intenso programma che ha visto succedersi i nostri relatori. Particolarmente importante la presenza di operai e giovani, che hanno seguito con attenzione, portando a compimento un percorso formativo già iniziato nelle sezioni locali.
A presiedere i lavori della scuola c’erano Diego Bossi, dirigente nazionale e operaio Pirelli, e Tasso, giovane studente universitario della sezione di Siena, in prima linea nelle lotte a sostegno della Resistenza palestinese in Toscana.
La sessione del sabato è iniziata col saluto di benvenuto della sezione di Modena, per conto della quale è intervenuto Nico Diluca, operaio alla Ilip, dove, insieme a altri compagni operai del partito e del sindacalismo di base, ha diretto diversi scioperi negli ultimi mesi.
Sono seguite le relazioni di Francesco Ricci, dirigente della Lit-Quarta internazionale e direttore della rivista teorica Marxismo vivo, che ha illustrato i principi fondamentali del materialismo storico, le basi teoriche della rivoluzione permanente e la teoria dello sviluppo diseguale e combinato.
Vincenzo Spagnolo, ricercatore universitario e dirigente del partito, ha concentrato la sua relazione sulla necessità e l’importanza della costruzione del partito internazionale rivoluzionario, delimitato organizzativamente e programmaticamente e costruito sulle lotte quotidiane.
La sessione del sabato si è conclusa con due relazioni tenute da altri due dirigenti nazionali: Fabiana Stefanoni ha attualizzato la teoria della rivoluzione permanente all’odierno contesto geopolitico, in particolare sulla guerra all’Iran e sulla Resistenza palestinese; Matteo Bavassano ha impiegato il suo intervento per spiegare alla platea la differenza tra riformisti, centristi e rivoluzionari di fronte ai principali scenari della lotta di classe.
La sessione domenicale è stata dedicata al lavoro di approfondimento, dividendo i partecipanti in gruppi, dando così occasione di coinvolgere tutti e di confrontarsi e dibattere sulle tematiche della scuola. A seguire dibattito aperto e intervento conclusivo di Francesco Ricci che, tra le tante cose, ha ricordato anche la campagna in solidarietà con Zé Maria, dirigente del Pstu brasiliano, condannato a due anni di carcere per aver rivendicato la cacciata dei sionisti dalla Palestina.
Per il Pdac, sezione italiana della Lit-Quarta internazionale, si conferma una volta di più l’importanza dello studio teorico e storico come guida all’azione rivoluzionaria e all’intervento dei rivoluzionari nelle lotte sindacali e sociali.

























